Anoressia secondo Disinformazione
Secondo www.disinformazione.it
"Porta alla tomba il venti per cento di tutti i pazienti. Nell' anoressia una persona rifiuta di mangiare perché non ne ha voglia e muore senza neppure avere la sensazione di essere ammalata. I parenti ed i medici curanti cercano in tutti i modi di convincere il malato dei vantaggi del mangiare e della vita, e arrivano per amore del prossimo a costringere il paziente a subire l'alimentazione artificiale che viene fatta in ospedale. L'anoressia è una tipica malattia femminile. Le pazienti, spesso in età puberale, si abituano gradualmente a non mangiare: rifiutando di prendere qualunque cibo, fatto che - in parte consciamente e in parte inconsciamente - è legato al desiderio di dimagrire. Il rifiuto di mangiare a volte non manca di trasformarsi nell'esatto contrario: quando queste persone sono sole e non vengono viste da nessuno, ingoiano enormi quantità di cibo. Vuotano di notte il frigorifero e mangiano tutto quello che riescono a trovare. Però non vogliono trattenere quello che mangiano e fanno in modo di vomitare tutto. Quando mangiano, prediligono cose che quasi non meritano l'appellativo di cibo: limoni, mele verdi, insalata amara, ovvero cose che hanno pochissimo valore alimentare e pochissime calorie. Hanno per di più anche un gran bisogno di movimento: fanno lunghe passeggiate, che stupiscono in chi non mangia quasi nulla. Colpisce anche il grande altruismo di queste persone, che arriva addirittura a mettersi a disposizione degli altri per la cucina: fanno da mangiare con cura e attenzione. Per il resto hanno un gran bisogno di solitudine e amano ritirarsi in luoghi appartati. Spesso le ammalate non presentano più le mestruazioni e quasi sempre hanno problemi e disturbi in questo campo.
Ci rendiamo conto di trovarci di fronte a un ideale ascetico portato all'estremo.
Sullo sfondo c'è il vecchio conflitto tra spirito e materia, tra alto e basso,
tra purezza e istinto. Il cibo nutre il corpo e nutre quindi il regno delle
forme. Il rifiuto del malato di anoressia di mangiare è un no alla fisicità
e a tutte le esigenze del corpo. Il vero e proprio ideale di queste persone
va ben al di là del campo del mangiare: è la purezza e la spiritualizzazione.
Si vorrebbe eliminare tutto ciò che è pesante e corporeo. Si vorrebbe sfuggire
alla sessualità e all'istintualità. Lo scopo vero è l'astinenza sessuale e l'asessualità.
Per questo è necessario rimanere magri, altrimenti nel corpo si formano delle
rotondità che rivelano la paziente per quello che è: una donna. E donna non
vuole essere.
La resistenza contro la propria femminilità e la sessualità si manifesta nella
mancanza delle mestruazioni. Il massimo ideale del malato di anoressia è la
smaterializzazione. Via da tutto quello che ha a che fare con questo misero
corpo.
La
morte non viene avvertita come qualcosa di minaccioso -infatti è ciò che vive
che le spaventa- hanno paura di tutto quello che è rotondo, amorfo, femminile,
fertile, istintuale e sessuale. Per questo non vogliono partecipare al pasto
comune; sedere in cerchio e mangiare assieme è un rituale antichissimo che si
ritrova in tutte le civiltà, è qualcosa che produce calore e vicinanza.
Dietro
al comportamento altruistico troviamo sempre un esagerato egocentrismo. Chi
rifiuta il cibo, si trova improvvisamente ad avere in mano un incredibile potere
sugli altri, che credono di dover disperatamente costringere la persona a mangiare
per sopravvivere.
Non
si può aiutare i malati di anoressia costringendoli a mangiare: la cosa migliore
da fare è aiutarli a diventare sinceri nei confronti di se stessi. La paziente
deve imparare a scoprire la propria fame di amore e di sesso, il proprio egocentrismo
e la propria femminilità, e deve accettare tutto questo. Deve capire che tutto
ciò che è umano non deve essere combattuto e represso, ma integrato, vissuto
e quindi tramutato."
Tratto da Malattia e Destino il valore e il messaggio della malattia Thorwald
Dethlefsen Ed. Mediterranee
Presa da disinformazione
Ha molte verità ma è parziale... continua >>>>
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(c) disordini alimentari 2002 -4